Questo libro lo lessi per la prima volta a 11 anni: mia madre venne da me e mi chiese cosa volessi in dono dopo aver preso un bel voto a scuola. Andammo in libreria e tra i libri economici - ho sempre badato molto a chiedere cose poco costose per me - scelsi questo.
Mamma mi si accostò mentre tenevo il libro tra le mani e leggevo la quarta di copertina, dicendo sorridente: "Non devi prendere questo per forza. Guarda quelli come sono belli" indicando il reparto narrativa per ragazzi, ma io volevo quello. L'incipit e il resto sembravano interessanti, l'autore lo conoscevo bene (vai chiedere a un undicenne di oggi chi è Indro Montanelli!) ed era una brossura Rizzoli che profumava di stampa fresca.
Le risposi che volevo quello, così andammo alla cassa a pagare.
Negli anni l'ho letto diverse volte. C'è chi dice che è un plagio, che non l'ha scritto lui, che Montanelli è sempre riuscito a scrivere perché bandieruola nelle mani dei potenti: ma il libro è davvero spassoso.
Leggetelo se non lo conoscete ancora =)
Se, come dice Calvino, "D’un classico ogni rilettura è una lettura di scoperta come la prima", ho la consapevolezza che la bimba di allora aveva visto giusto.
categoria:ex libris
|| mandami una mail ||
Io oso fare tutto ciò che può essere degno di un uomo, chi osa di più non lo è.







Il Bibliotecario, Giuseppe Arcimboldo, 1566.








Se l'ira è il peggior nemico della salute, il ridere è il miglior alleato. Infatti ridere è una ginnastica psichica, fisica, mentale ed emotiva.
Durante una crisi di riso, succede un vero e proprio miracolo fisiologico. Nel riso si impegnano più di 60 muscoli, per piangere ne usiamo meno di 20.
Si modifica la respirazione, si usa il diaframma (pochi lo fanno normalmente), si rinnovano le riserve di aria nei polmoni (come durante lo sbadiglio).
Si mobilitano le fasce muscolari più profonde (semi involontarie), soprattutto del ventre, creando un tonificante automassaggio rilassante.
Il cervello si "distrae", i pensieri negativi perdono il loro potere paranoico, la mente si distende, la vita sembra migliore.
Come il sonno, il ridere migliora la capacità del cervello di pensare lucidamente, scioglie la paura, esorcizza i cattivi pensieri.
Infine il ridere è un atto filosofico, un atteggiamento verso la vita. Crea una coscienza diversa del proprio rapporto con la vita e con la morte.
Ingenera il sospetto che sotto le apparenze, il mondo sia diverso, suggerisce altri valori esistenziali.
Per questo ridere è zen. Anzi, come dicono alcuni maestri, ridere è lo ZEN."