"Ma il ridere è solo una delle tante emozioni positive?
Se l'ira è il peggior nemico della salute, il ridere è il miglior alleato. Infatti ridere è una ginnastica psichica, fisica, mentale ed emotiva. Durante una crisi di riso, succede un vero e proprio miracolo fisiologico. Nel riso si impegnano più di 60 muscoli, per piangere ne usiamo meno di 20.
Si modifica la respirazione, si usa il diaframma (pochi lo fanno normalmente), si rinnovano le riserve di aria nei polmoni (come durante lo sbadiglio). Si mobilitano le fasce muscolari più profonde (semi involontarie), soprattutto del ventre, creando un tonificante automassaggio rilassante.
Il cervello si "distrae", i pensieri negativi perdono il loro potere paranoico, la mente si distende, la vita sembra migliore. Come il sonno, il ridere migliora la capacità del cervello di pensare lucidamente, scioglie la paura, esorcizza i cattivi pensieri.
Infine il ridere è un atto filosofico, un atteggiamento verso la vita. Crea una coscienza diversa del proprio rapporto con la vita e con la morte.
Ingenera il sospetto che sotto le apparenze, il mondo sia diverso, suggerisce altri valori esistenziali.
Per questo ridere è zen. Anzi, come dicono alcuni maestri, ridere è lo ZEN."
Ieri sera cineforum privato: io e la mia micia con la deliziosa complicità di una tazza di tè.
Luogo dell'evento: Camera mia...
Abbigliamento: Felpone di pail blu scuro, braghe della tuta strapesanti ché ieri faceva un freddo becco, pantofole di Paperinik :)
Vicino a me "Demoni e dei" drammone sulla vita (... e morte?) di James Whale e "La calunnia" dal drammone [l'allegria serpeggia, veh!] teatrale di Lillian Hellman e proposto al cinema in versione etero (1936) da William Wyler e in versione saffica (1962) sempre da Wyler con il titolo "Quelle due" [cfr. trama nella categoria ::Cinema marmotto::].
Stasera in programma "Paragraph 175" assieme agli amici dell'AG.
Se l'ira è il peggior nemico della salute, il ridere è il miglior alleato. Infatti ridere è una ginnastica psichica, fisica, mentale ed emotiva.
Durante una crisi di riso, succede un vero e proprio miracolo fisiologico. Nel riso si impegnano più di 60 muscoli, per piangere ne usiamo meno di 20.
Si modifica la respirazione, si usa il diaframma (pochi lo fanno normalmente), si rinnovano le riserve di aria nei polmoni (come durante lo sbadiglio).
Si mobilitano le fasce muscolari più profonde (semi involontarie), soprattutto del ventre, creando un tonificante automassaggio rilassante.
Il cervello si "distrae", i pensieri negativi perdono il loro potere paranoico, la mente si distende, la vita sembra migliore.
Come il sonno, il ridere migliora la capacità del cervello di pensare lucidamente, scioglie la paura, esorcizza i cattivi pensieri.
Infine il ridere è un atto filosofico, un atteggiamento verso la vita. Crea una coscienza diversa del proprio rapporto con la vita e con la morte.
Ingenera il sospetto che sotto le apparenze, il mondo sia diverso, suggerisce altri valori esistenziali.
Per questo ridere è zen. Anzi, come dicono alcuni maestri, ridere è lo ZEN."