Chi nun more se rivede!
Luogo: Biblioteca.
Ore: 13:10 di un venerdì nevoso da stare a casa sul divano con la gatta sulla panza.
Entra LEI (vedi il post del 13 novembre), con passo e viso di chi dice "son qui per caso" e sorridendo estrae dalla borsetta il dvd da restituire.
LEI: ... devo consegnare questo (brandendolo in aria)... lo lascio qui???... (indicando lo spigolo più remoto del bancone).
IO (tendendo la mano): No, signora, lo dia a me, grazie.
LEI: Ah... :) ... Grazie (appoggiando il dvd sullo spigolo più remoto del bancone)... Arrivederci eh! :) :) :)
... ma come si fa? =_='
categoria:bibliotech
|| mandami una mail ||
Io oso fare tutto ciò che può essere degno di un uomo, chi osa di più non lo è.







Il Bibliotecario, Giuseppe Arcimboldo, 1566.





...







Se l'ira è il peggior nemico della salute, il ridere è il miglior alleato. Infatti ridere è una ginnastica psichica, fisica, mentale ed emotiva.
Durante una crisi di riso, succede un vero e proprio miracolo fisiologico. Nel riso si impegnano più di 60 muscoli, per piangere ne usiamo meno di 20.
Si modifica la respirazione, si usa il diaframma (pochi lo fanno normalmente), si rinnovano le riserve di aria nei polmoni (come durante lo sbadiglio).
Si mobilitano le fasce muscolari più profonde (semi involontarie), soprattutto del ventre, creando un tonificante automassaggio rilassante.
Il cervello si "distrae", i pensieri negativi perdono il loro potere paranoico, la mente si distende, la vita sembra migliore.
Come il sonno, il ridere migliora la capacità del cervello di pensare lucidamente, scioglie la paura, esorcizza i cattivi pensieri.
Infine il ridere è un atto filosofico, un atteggiamento verso la vita. Crea una coscienza diversa del proprio rapporto con la vita e con la morte.
Ingenera il sospetto che sotto le apparenze, il mondo sia diverso, suggerisce altri valori esistenziali.
Per questo ridere è zen. Anzi, come dicono alcuni maestri, ridere è lo ZEN."